venerdì 18 gennaio 2013

Ugo Cabret

Era un bel film in generale, c'erano molte scene che facevano molto effetto, anche molte fatte al computer, ma in generale era bello.
l'idea di fare un film sulla vita di Georges Méliès è bella, soprattutto perché gli avvenimenti realmente accaduti si intrecciano perfettamente con quelli inesistenti.
Sono molto belli anche i messaggi, i pensieri e le sensazioni che trasmette ogni singolo personaggio, dal piccolo Ugo all'ormai vecchio G. Méliès.
L'attenzione di tutti era sempre sullo schermo, è riuscito a farci stare attenti anche quando nemmeno lei stessa ci riesce a volte prof! Basta questo per far capire quanto fosse bello, quanto sapientemente fosse fatto!
L'idea di un bambino che vive in un "labirinto" aggiustando orologi, senza che nessuno se ne accorga, evitando sempre di essere mandato all'orfanotrofio, in quanto minore e senza genitori, le difficoltà che deve affrontare, i suoi pensieri e sogni, le perdite subite... 
come la vita di un bambino sfortunato e dimenticato da tutti si intreccia con quella di un uomo che un tempo era stato qualcuno. Un uomo che pensava di essere stato dimenticato mentre c'erano tanti che lo ammiravano e ricordavano con affetto.
Il cambiare del pensieri di tutti i personaggi, i legami che si creano, i piccoli colpi di scena, il tutto unito per rendere il film ciò che è. 
Una "macchina" senza pezzi di troppo.